ESCURSIONI da SAN VITO LO CAPO

Non solo mare, non solo San Vito Lo Capo! Chi sceglie San Vito Lo Capo come meta per le vacanze estive non può non tener conto della moltitudine di luoghi di interesse archeologico e paesaggistico di cui è ricca la Provincia di Trapani facilmente raggiungibili in quanto ricadono in un raggio di circa 100 km a cominciare dalla riserva Naturale Orientata dello Zingaro ad appena 9 Km da San Vito Lo Capo, oppure Erice a 38 km, Segesta e Marsala solo per citarne alcune.

RISERVA DELLO ZINGARO

templatemo.comA solo 10 minuti da San Vito Lo Capo si trova uno dei due ingressi alla riserva naturale orientata dello Zingaro, la prima istituita in Sicilia e tra le più belle d'Italia. Estesa per 7 km, da San Vito a Scopello, la riserva dello Zingaro riserva sorprese ad ogni passo: lungo i suoi sentieri, infatti, rigogliosissima la vegetazione mediterranea, interrotta da calette tranquille dove il mare si insinua con dolcezza. I colori e i profumi del luogo cambiano a seconda delle stagioni e fanno della riserva un luogo godibile durante tutto il periodo dell'anno: mandorleti, enormi piante di rosmarino, diffusissime palme nane e molte altre forme di vegetazione endemiche, e in alcuni casi rarissime, ricoprono quest'area straordinaria. I numerosi sentieri, tutti chiaramente indicati (con relativi tempi di percorrenza) da una cartina che viene consegnata all'ingresso con il biglietto, permettono di scegliere tra percorsi che corrono paralleli alla costa e altri che si inerpicano tra le montagne. Della riserva dello Zingaro va inoltre citata la famosa grotta dell'Uzzo, importante testimonianza degli insediamenti preistorici diffusi nella zona; nella stessa grotta, inoltre, la scoperta di fossili di vinaccioli dimostra quanto sia remota la vocazione alla viticoltura di questa zona, oggi universalmente riconosciuta per aver dato i natali a vini di fama mondiale.

ERICE

templatemo.comErice rappresenta uno dei gioielli medievali più suggestivi al mondo e uno dei luoghi più rappresentativi della Sicilia occidentale. Fondata quasi 3000 anni fa dagli Elimi, probabilmente profughi troiani che avevano abbandonato la loro terra dopo la sconfitta della guerra di Troia, Erice diventa con i romani luogo di culto della dea Venere. Ancora oggi, infatti, sono visibili i resti del tempio che si ergeva in cima al monte su cui sorge l'odierna cittadina. Al tempo dei romani, il tempio di Venere rappresentava un punto di riferimento per tutti i marinai e i pellegrini del Mediterraneo, che - guidati dal fuoco sacro che le ancelle della dea tenevano acceso - vi giugevano per rendere omaggio a Venere attraverso la congiunzione con le sue sacerdotesse. Sui resti di quel tempio nasce nel XII sec. il suggestivo Castello di Venere, ad opera dei normanni. Quel castello è oggi uno dei simboli di Erice, ma solo uno delle tappe obbligate del luogo. La splendida Chiesa Madre, detta Matrice, ma anche le altre numerose chiese, la piazzetta, le strade selciate e le botteghe artigiane... tutto contribuisce a creare un'atmosfera magica e a immergere il visitatore nel Medioevo. Erice è nota a livello internazionale anche per il Centro di cultura scientifica Ettore Majorana, fondato dal famoso scienziato Antonino Zichichi, che ospita studiosi di fama mondiale in occasione di convegni che affrontano emergenze mediche, meteorologiche, tecnologiche, ambientali. Oggi Erice non è solo cultura, è anche tradizione artigianale e gastronomica: incantevoli i colori della ceramica ericina e dei tappeti realizzati su vecchi telai come secoli fa; indimenticabili i dolcini di mandorle, che recuperano le ricette conventuali delle suore di clausura di Santa Teresa e San Carlo, e le tipiche genovesi ripiene di ricotta o crema pasticcera.

SEGESTA

templatemo.comAltro luogo in cui storia e mito si confondono, Segesta colpisce per il fascino del suo tempio dorico. Con i suoi 2.500 anni di età, perfettamente conservato, si staglia a 400 m d'altezza con le sue raffinate colonne accese dalla luce del sole. Segesta, anch'essa fondata dagli Elimi e citata nell'Eneide di Virgilio, possiede anche un altro gioiello dell'architettura greca: il teatro, ricavato nelle pendici di una collina e posto in posizione straordinaria, permette di spaziare con lo sguardo in tutto l'incantevole paesaggio circostante. Risalente al II sec. a. C., è ancora oggi utilizzato per spettacoli classici e moderni, tra i quali in particolare vale la pena ricordare quelli che si svolgono all'alba durante l'estate, in cui la luce del sole che sorge davanti agli occhi dello spettatore rappresenta una delle grandi suggestioni che questo luogo può offrire.

SCOPELLO

templatemo.comStupendo angolo di mare, con i maestosi faraglioni che dominano il paesaggio, Scopello offre uno degli angoli più suggestivi della Sicilia occidentale. L'antica tonnara e la torre normanna completano uno scenario straordinario. Scopello non è solo luogo ideale per una giornata di mare, ma offre uno splendido paesino di casupole in pietra e un perfetto esempio di baglio del XVIII sec. La sua visita permette di comprendere una delle realtà più caratteristiche dell'agroericino; i bagli, infatti, disseminati in tutto il territorio, sono i tipici casolar! della campagna locale che, soprattutto tra 700 e '800, rappresentano un vero e proprio microcosmo di cui fa parte la famiglia del proprietario terriero, ma anche i contadini che ne lavorano le sue terre. La struttura, che comprende aree abitative, granai, fienili e stalle ha solitamente forma quadrata a corte, con mura alte ed un solo grande portone d'accesso. Queste tipiche case-fortezza, la cui struttura è stata così pensata per permettere una più efficace difesa dai frequenti attacchi dei briganti, sono oggi spesso trasformate in strutture d'accoglienza, agriturismo, aziende agricole o vitivinicole. Il baglio di Scopello è quindi un'ottima occasione per conoscere le caratteristiche architettoniche dell'ambiente rurale locale. Attualmente ospita un bar e un ristorante, nonché alcuni negozietti di prodotti artigianali dove è possibile acquistare la coloratissima ceramica del luogo.

TRAPANI

templatemo.comCapoluogo di provincia, fino a qualche tempo fa semplice zona di transito per i turisti diretti alle isole Egadi o a Erice, oggi - grazie al recupero del suo sfarzoso centro storico - merita una visita dedicata. La città, vista dalla funivia che porta a Erice vetta, si presenta come una splendida falce appoggiata sul mare, falce che la leggenda vuole essere quella della dea delle messi Cerere che qui l'abbandona per cercare la figlia rapita Proserpina. Oggi Trapani offre al visitatore la possibilità di godere dei suoi splendidi palazzi barocchi, presenti numerosi nelle due più importanti arterie del centro storico, via Garibaldi e corso Vittorio Emanuele. Numerose anche le chiese, testimonianza dell'architettura gotico-religiosa siciliana del XIV sec. Una visita merita anche il Museo Pepoli che, attraverso il suggestivo chiostro rinascimentale, ci introduce a collezioni di dipinti e sculture, ma anche gioielli e ceramiche che testimoniano la tecnica raggiunta dagli artigiani dell'oro, del legno e soprattutto del corallo nei secoli passati. Un aspetto completamente diverso, ma altrettanto affascinante, ci è offerto dall'atmosfera del porticciolo peschereccio che, con l'attiguo mercato del pesce, offre al visitatore uno spaccato di autentica vita cittadina tra le bancarelle di pesce fresco, le urla dei venditori, i chioschi con i prodotti tipici esposti in bella mostra. Nei pressi, la seicentesca Torre di Ligny che, allungata sul mare segna la punta estrema della città, e la Colombaia, castello aragonese che si staglia in tutta la sua maestosità a protezione di Trapani.

MOZIA e L'ISOLA dello STAGNONE

templatemo.comInsediamento fenicio fondato nelI'VIII sec. a.C., Mozia è sito archeologico unico in un contesto naturale eccezionale. Della gloriosa storia passata rimangono testimonianze importantissime; prima fra tutte, il famoso cothon, raro esempio di bacino di ormeggio punico, ma anche la strada punica sommersa utilizzata fino agli anni '60 dai contadini marsalesi che dalla terra ferma con dei carri raggiungevano l'isola per la vendemmia. Mozia regala anche altre emozioni: il tophet, l'area sacra per i sacrifìci umani dove è ancora possibile vedere le urne cinerarie; la necropoli, i mosaici, ma soprattutto l'elegantissima statua del Giovinetto, il gioiello del museo di Mozia. ' Parlando di quest'isola non si può non fare riferimento al paesaggio in cui è immersa: la riserva dello Stagnone, una straordinaria laguna nella quale sono state ricavate le saline da cui proviene il migliore sale d'Italia, ricchissimo di principi nutritivi e così saporito da permettere di ridurne l'uso fino al 35%. Il territorio è disseminato di suggestivi mulini a vento, molti dei quali ristrutturati di recente per recuperare la loro funzione originale. La riserva dello Stagnone è nota anche per ospitare uccelli, anche rari, che nella migrazione tra nord Europa e Africa scelgono quest'angolo di Sicilia per la sosta e la nidificazione. Giungere alla riserva per il tramonto e vedre le saline incendiarsi del colore del sole è un’esperienza che resta viva per sempre negli occhi del visitatore.